Performance - ARTI E TERAPIE 2

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ESSENZIALE
performance di Michela Montrasio

La performance si inserisce all’interno del progetto “Volo solitario”, dove è abolita ogni partitura, ogni intenzione; resta solo il corpo, luogo delle sensazioni, dove il mondo esterno s’incontra con le memorie della persona. Memorie dell’individuo e della specie insieme, biologiche ed esistenziali.
E’ il tentativo di farsi da parte, rimanendo in attesa di un segno. Farsi da parte per provare ad essere liberi, senza vincoli. Proprio per questa premessa, è stato possibile dare un titolo al lavoro solo a posteriori, in base alle suggestioni che hanno preso vita durante l’azione.
Quando si cede, la forma va in mille pezzi, si frantuma; la fragilità emerge e si procede precariamente senza punti di riferimento, ma si continua ad andare tra il tentativo di tenere insieme, di recuperare qualcosa di sé e il disfacimento che da solo lascia spazio a qualosa di nuovo e forse più vero.
La performance è stata presentata all’ International Multimedial Art Festival di Odzaci in Serbia nel 2016.

FONDAZIONE
performance di Michela Montrasio

Un'azione sintetica che condensa la sacralità dello spazio e del territorio, la necessità del ritorno alle radici da cui ricavare energie e forza per elevarsi verso la dimensione superiore. La performance è stata presentata all'International Multimedial Art Festival di Novi Sad in Serbia (2016).



DECADENZA
performance di Michela Montrasio

La performance si inserisce all’interno del progetto “Volo solitario”, dove è abolita ogni partitura, ogni intenzione; resta solo il corpo, luogo delle sensazioni, dove il mondo esterno s’incontra con le memorie della persona. Memorie dell’individuo e della specie insieme, biologiche ed esistenziali.
E’ il tentativo di farsi da parte, rimanendo in attesa di un segno. Farsi da parte per provare ad essere liberi, senza vincoli. Proprio per questa premessa, è stato possibile dare un titolo al lavoro solo a posteriori, in base alle suggestioni che hanno preso vita durante l’azione.
Quando si cede, la forma va in mille pezzi, si frantuma; la fragilità emerge e si procede precariamente senza punti di riferimento, ma si continua ad andare tra il tentativo di tenere insieme, di recuperare qualcosa di sé e il disfacimento che da solo lascia spazio a qualosa di nuovo e forse più vero.
La performance “Decadenza” è stata presentata all’ International Performance Art Festival di Monza (Mi) del 2008.

CORPORALITA’
Performance di e con Lucia Citterio, Nicola Frangione, Michela Montrasio

La performance è stata realizzata appositamente per la rassegna di poesia e danza tenutasi alla Voliera, installazione dell’artista Mauri, all’interno del parco di Monza.
Il lavoro nasce dall’incontro di tre artisti differenti che hanno costruito il loro intervento secondo le proprie specificità linguistiche e sensibilità e partendo dallo spazio fisico in cui doveva essere collocato. Voce, parola, movimento si sono così incontrati, interagendo tra loro.
Sovente, nei percorsi ambientali, i corpi e i pensieri viaggiano su due parallele: una è la sospensione interiore per il luogo raggiungibile, l’altra è la sospensione del corpo che vive lo spazio fisico. La sensibilità appare semplicemente in transito modificando gesti e movimenti. Approdiamo con la voce, dove i corpi dilatano nuove visualità di parole attraversate ed abitate, rivelando la poesia nomade dei sensi.
Durata: 35' ca.

VOLO SOLITARIO
performance di Michela Montrasio

L'improvvisazione ha avuto luogo tra esterno e interno dell'Urban Center di Monza, nell'ambito di una Vertical Action Poetry (progetto artistico di Nicola Frangione) dove tre differenti artisti hanno sviluppato i rispettivi lavori su tre diversi livelli dell'edificio.
In questo lavoro viene abolita ogni partitura, ogni intenzione, resta solo il corpo, luogo delle sensazioni, dove il mondo esterno s’incontra con le memorie sedimentate. Memorie dell’individuo e della specie insieme, biologiche ed esistenziali.
Abolita ogni volontà di esprimere, rimane il corpo dove le immagini interne ed esterne possono aprire spiragli sullo sconosciuto, forse libero di manifestarsi nell’attimo presente.
E’ il tentativo di farsi da parte, rimanendo in attesa di un segno. Farsi da parte per provare ad essere liberi, senza vincoli.

UADI
Performance di Michela Montrasio

La performance è stata realizzata per la manifestazione “Rigiralarte” (Milano, 2005) ideata dall’artista Angelo Caruso.
UADI è un’improvvisazione sull’acqua, la fluidità e la continuità. Lo stimolo iniziale è proprio un rivolo d’acqua che scende sul corpo, lasciando dietro di sé sensazioni e risonanze. Il viaggio del movimento attraversa una spirale, per arrivare, nel riflesso di sé in uno specchio, al proprio riconoscimento.


BIANCO, ROSSO, NERO
performance di Michela Montrasio

Lavoro realizzato per la manifestazione "Rigiralarte" (Milano, 2004) ideata dall'artista Angelo Caruso.
Viaggio nel femminile attraverso il simbolismo di tre colori che rappresentano da una parte la componente razionale, cerebrale, il ripiegamento su di sé, dall’altra il lasciarsi andare alla vita portati dall’istinto, dalla pancia, liberi di seguire le correnti in continua trasformazione ed evoluzione in noi e attorno a noi. Il bianco come possibilità, potenzialità, pagina bianca e non scritto è forse la somma di questi due aspetti dell’essere donna, forse espressione del proprio SE’, al di là di ogni analisi e definizione. 
 

A MIO PADRE, ALLA TERRA
performance di Michela Montrasio

Mio padre era già ammalato da otto anni circa quando mi venne in mente di registrare la sua voce.
La sua memoria era piuttosto labile e parlava con difficoltà. Eppure i ricordi più antichi erano ben presenti in lui, quelli dell’infanzia, della sua famiglia, della giovinezza.
Dopo la sua morte sentii aprirsi una voragine.
Quando incominciai a interessarmi delle culture tribali, sentii un grosso vuoto per la mancanza di un legame con delle radici ben più profonde di quelle che mi univano a mio padre.
Provai invidia per l’unione che i popoli tribali avevano mantenuto con la grande Madre Terra, come se con quel legame potessero superare il venire a mancare degli affetti.
Avevo bisogno di trovare quelle radici e in loro di trovare mio padre….. di non sentirmi sola.


DANZA SUL PONTE
performance di Michela Montrasio

L’evento, in cui la performance si inserisce, è l’inaugurazione di un ponte sonoro ideato dall’ing. Giacomo Ruspa. L’installazione sonora è collocata all’interno di una parco del novarese (presso la Cascina Nuova in località Baraggia di Suno), dove trovano posto diverse altre opere installative tutte a carattere sonoro.
Nell’improvvisazione è il movimento stesso che produce suoni, attraverso l’appoggio del proprio peso sulle tavole di cui è costituito il ponte. Gestualità e musicalità si costruiscono istante per istante con un dialogo continuo.


IL LATO OSCURO
performance di Michela Montrasio

Il lavoro è stato realizzato appositamente per Montegrosso (At), nell'ambito della rassegna artistica "Percorsi", ideata dall'artista Ovidio Piras.
La performance si snoda in salita, lungo i viottoli e gli slarghi del paese fino ad arrivare alla piazza della chiesa. Il percorso è un viaggio simbolico all’interno di sé, dalle zone appesantite dai condizionamenti a quelle della consapevolezza, per raggiungere e lasciare spazio a nuove possibilità di sé, ad una nuova nascita.
durata: 35'


IL SILENZIO DELLA PAROLA
performance di Michela Montrasio

Entrare e uscire da una dimensione profonda presente dentro di noi, dietro di noi, dove sono cristallizzati ombre, luci dell’essere. Entrare e uscire e fare la nostra danza nell’equilibrio precario dell’esistenza, scrivere col corpo su un nastro bianco quello che con le parole non potrebbe essere rivelato, né conosciuto.
In scena unicamente una sedia sulla quale gravita il movimento della performer, ancorata a quell'oggetto, ma anche capace di potersene distaccare attraverso la qualità del gesto.
 

HARTA

performance di Luigi Bianco, Nicola Frangione e Michela Montrasio

HARTA è una performance collettiva ideata e realizzata da Luigi Bianco, Nicola Frangione e Michela Montrasio, appartenenti al gruppo SINERGESTA, nato nel 1988 con l’intento di sperimentare in territori teatrali – poetici – performativi la (con)fusione di più energie e di più “media” di espressione artistica.
Questo lavoro è stato progettato nella sua prima edizione per il Festival “Performedia” (anno 1990) di cui è direttore l’artista Emilio Morandi.
Il progetto della performance è stato pensato più precisamente per due luoghi in cui si era svolto il festival: la chiesa dei Disciplini a Clusone e la sala del consiglio comunale di Ponte Nossa (Bg).
Il lavoro, in quella sua prima rappresentazione, intendeva anche presentare al pubblico l’appena nata rivista HARTA (bimestrale di interazioni di dinamiche culturali) che durante lo spettacolo veniva estratta dalla terra stessa.
Nel corso degli anni successivi, il gruppo, a volte in veste più allargata con la partecipazione di altri artisti, ha proposto, rivisitandola, la performance originaria.
In particolare, Nicola Frangione e Michela Montrasio hanno ripreso, attraverso un working in progress, la performance che, nel corso degli anni, è stata presentata con titoli diversi (ALLITTERAZIONI SONORE, IL GESTO DI HARTA, FASTI POIESIS).
durata: 40'

 
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